Nel diritto di famiglia svizzero il contributo di mantenimento – tra coniugi o per i figli – si fonda di regola sul reddito effettivo delle parti. Tuttavia, anche la recente giurisprudenza del Tribunale federale ribadisce con forza il giudice può andare oltre e imputare un reddito ipotetico, cioè un reddito più elevato rispetto a quello effettivamente percepito, quando un coniuge sarebbe in grado di percepirlo dando prova di buona volontà.
Per chi è coinvolto in una separazione o in un divorzio , questo non è un dettaglio teorico: incide in modo diretto sull’importo della pensione da versare o da ricevere.
Il test in due fasi: non basta dire “potresti guadagnare di più”
Secondo il Tribunale federale, l’imputazione di un reddito ipotetico richiede due verifiche cumulative e distinte: Droit des familles
- Esigibilità (questione di diritto)
Il giudice deve prima chiedersi se sia ragionevole esigere che la persona:- inizi un’attività lucrativa,
- riprenda a lavorare,
- oppure aumenti il proprio grado di attività.
Questa valutazione tiene conto, tra l’altro, di: - età,
- stato di salute,
- formazione,
- percorso professionale,
- situazione familiare.
- Possibilità effettiva (questione di fatto)
Solo dopo si esamina se la persona possa realmente ottenere quel reddito sul mercato del lavoro:- nel concreto settore professionale,
- con le sue competenze,
- con le sue conoscenze linguistiche,
- tenuto conto del mercato del lavoro locale (ad es. in Ticino) e della reale accessibilità di un posto.
Senza entrambe le condizioni, non è lecito imputare un reddito ipotetico.
I criteri chiave: una valutazione concreta, non astratta
Il Tribunale federale insiste su una valutazione caso per caso, fondata su elementi verificabili:
- Età (in particolare se vicino alla pensione)
- Stato di salute fisico e psichico
- Conoscenze linguistiche
- Formazione iniziale e continua
- Esperienza professionale concreta
- Continuità o assenza dal mercato del lavoro
- Flessibilità personale e geografica
- Reale situazione del mercato del lavoro nel luogo di residenza o ragionevolmente esigibile
In altre parole: non basta affermare che “ci sono lavori disponibili”. Occorre dimostrare che, per quella persona, quel lavoro è ottenibile e sostenibile.
Termine di adattamento: nessuno può essere “spinto al lavoro” da un giorno all’altro
Quando si pretende che un coniuge inizi, riprenda o aumenti un’attività lavorativa, la giurisprudenza federale ricorda che il giudice deve in linea di principio concedere un termine di adattamento adeguato.
La durata di questo periodo:
- dipende dalle circostanze concrete (cura dei figli, necessità di formazione o riqualifica, stato di salute),
- tiene conto anche della prevedibilità del cambiamento (ad es. fine della vita comune, età dei figli, ecc.).
Questo aspetto è cruciale nelle procedure in cui, da un giorno all’altro, si vorrebbe imputare a un genitore un reddito che presuppone un reinserimento professionale complesso.
Valutazione globale: possibile non significa automaticamente ragionevole
Il Tribunale federale sottolinea che le due condizioni – esigibilità e possibilità effettiva – sono interdipendenti:
- Un’attività teoricamente disponibile può risultare non ragionevole (per età, salute, distanza, situazione familiare).
- Un impiego apparentemente ragionevole può essere non realisticamente accessibile in concreto.
Solo se un lavoro è insieme possibile e ragionevole si può fondare su di esso un reddito ipotetico e quindi adeguare il contributo di mantenimento.
Questa impostazione protegge sia:
- il debitore, evitando pretese scollegate dalla realtà;
- il creditore, evitando che l’altra parte si sottragga ai propri obblighi restando artificialmente senza reddito o sottoccupata.
Implicazioni pratiche
Per le parti coinvolte in procedure davanti, questi principi significano, in concreto:
- Non è sufficiente dichiarare di non trovare lavoro: il giudice verificherà in modo critico il percorso professionale, le candidature inviate, la disponibilità ad aggiornarsi.
- Non è nemmeno sufficiente, per l’altra parte, dire “potresti lavorare al 100%”: occorre dimostrare che ciò è realistico considerando figli, salute, età, competenze e contesto locale.
- I professionisti del diritto devono documentare accuratamente:
- CV, offerte di lavoro pertinenti,
- rapporti medici,
- corsi di formazione,
- prospettive occupazionali reali.
Una strategia processuale ben costruita sui criteri del Tribunale federale può fare la differenza nell’esito economico della causa.
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- contributi per i figli;
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- contestazione o difesa dell’imputazione di un reddito ipotetico.